Perchè Vulcanica

PASSAGGI DI STATO: LA METAMORFOSI DELLA MATERIA

L’inferno è sottoterra?
Quale mondo sconosciuto si cela sotto i nostri piedi?
Questo mistero rimane da sempre un grande interrogativo per gli esseri umani.
La fantasia colma i vuoti della scienza, suggerisce, in letteratura, avventurosi Viaggi al centro della Terra.
Prima ancora, altri importanti uomini della nostra cultura indagano, attraverso eroi eletti designati, le remote viscere della terra, discese come scoperte rivelatrici, nell’Ade, il Mondo dei Morti, bagnato dal fiume di fuoco Flegetonte.
Vulcano, il dio Efesto dei Greci, forgia, in luoghi oscuri (dentro l’Etna), le folgori di Zeus e, all’occorrenza, poderose armi agli eroi o gioielli alle dee.
Gli oracoli che avvenivano in località magnetiche, poco frequentate, sprigionavano energia occculta divinatrice, che si materializzava in risposte sibilline.
Anche nel mondo contemporaneo ammalianti e paradossali streghe, protagoniste del fumetto, dimorano ed elaborano alchimie, all’interno di coni vulcanici, col vano scopo di impossessarsi di numero uno, identificatesi con la fortuna.
Queste ed altre icone dello spazio filosofico, ma anche religioso, ci vengono incontro per condurci sulla strada del mistero della conoscenza di Nostra Madre Terra.
Un percorso ancora da scoprire, ma di cui conosciamo molto accuratamente i frutti: ogni elemento fa riferimento a qualcosa di profondo, di un sé, che si materializza nell’altro; di un Mondo interiore sconosciuto caldo, protetto, che pulsa, freme, trema, in attesa della sublime esplosione, del momento in cui avverrà la metamorfosi.

Il Dentro che si trasforma nel Fuori, che si manifesta e che, a questo punto, diverrà altro, in modo irreversibile, trasformandosi in forza generatrice, miscelata nel Tempo.
Il flusso magmatico, incandescente, conduce la materia ad assumere altre forme perfette, ma così diverse tra loro, a volte confuse, ma scindibili e così appropriate da sembrare naturali, forse da essere naturali.
Il tempo opera a vantaggio del resto… la roccia si raffredda, si apre, si sgretola, offre fecondità; in certi casi si lega e si riforma, cambia aspetto… un vero processo, un progredire, un divenire continuo… Panta rei.
La coniugazione tra una dimensione e l’altra avviene attraverso una porta, un punto di passaggio fra i due mondi: ciò che permette la vita non è altro che la morte, ma dove e quando si passa?
Certe volte la porta si apre facendoci dono, attraverso l’eruzione, di un momento, non bello, ma sublime.
Il Vulcano ci sovrasta, ci domina, ci comanda, è lui il prescelto di tanta responsabilità, dell’equilibrio, spesso capriccioso dei nostri interessi. In Lui risiede il simbolo della forza divina, dell’armonia, dell’energia, della vita.
Destinato a crescere sempre più verso l’alto, sembra volere proiettarsi e, congiungersi, attraverso il cielo, con lo spazio infinito che ci sovrasta, anche trasformando il suo stato.

VULCANICA nasce da riflessioni propositive sulla materia, sul tempo e sullo spazio, dove una forza modellatrice plasma i metalli, che assumono forme e colori già posseduti, ma non rivelati: ciò che risiede nella Terra, viene restituito dall’uomo, filtrato attraverso il lavoro, la cultura, l’arte, la creatività, l’espressività, in una parola, l’ingegno.
Prendono forma degli spazi, collocati entro un vuoto, che non si riempie ma si colma, tra la terra e l’aria: gioielli dalle geometrie inattese, vasi di terracotta, ceramica, dal gusto antico, emersi dai bisogni che l’uomo non ha più, ma fermi nella nostra memoria, che ricorda gesti già conosciuti, rituali rassicuranti, come sacri talismani; legni, pelle, gomma, elementi della natura che ci appagano sottoforma di piacevolmente Bello, rallegrato da colori, profumi, immagini quotidiane di un mondo che ci appartiene e di cui necessitiamo adornarci, il ricordo della nostra tradizione, delle feste, di una natura mediterranea fatta di mare, di sole, di cielo, di vegetazione; ma anche di animali che ci accompagnano e perché no? di giochi, simbolo dell’ingenuità dell’infanzia, con il gusto di perdersi nello svago, nel diletto, nel superfluo, non necessariamente nell’utile, ma nel mi piace.
Gli oggetti di cui ci circondiamo parlano di noi, delle nostre scelte, dei nostri gusti, fanno parte di noi, della nostra personalità, raccontano, senza parlare, chi siamo veramente.
Alcuni vengono indossati con disinvoltura, ci accorgiamo di non possederli quando ci vengono a mancare; lasciano sentire la loro presenza/essenza o la loro assenza, si prendono cura di noi e noi di loro…vi sarà capitato. Di altri ci separiamo a malincuore solo quando, sfatti e logori, divengono quasi inservibili, altri ancora ci sopravvivono, dialogando, su chi eravamo.
L’intento di esternare tutto ciò, trova un mezzo efficace nel dare spazio agli artisti forgiatori, industriosi artefici, nonostante la fatica dell’aridità sociale:
designers, artigiani coraggiosi, pronti ancora a difendere la forza dei sensi, espressa nella manualità che fa uso della vista e di virtù morali, costanza, caparbietà, attenzione, preparazione…
Vulcanica si prefigge di fornire idee, invenzioni, sottoforma di oggetti accuratamente selezionati presso laboratori artigiani italiani,  prodotti secondo la nostra cultura e tradizione più vive e significative (gioielli urbani e in ceramica raku, bambole da collezione -bellissime ragazze, vasi zoomorfi, borse metropolitane, piante insolito regalo, accessori realizzati in materiali di riciclo…)
Uno spazio sarà destinato a mostre ed eventi speciali dedicati ad artisti che si alterneranno, in base alle proposte. Lo scopo sarà anche quello di fornire un punto d’incontro, sfruttando l’occasione, fra persone e personaggi che si scambiano e si riconoscono.

In una Milano che dall'Expo in poi si è proiettata alla ribalta internazionale assumendo una vocazione culturale e turistica assopita da tempo, nell'ambito del lento ma costante prcesso di rinnovamento del quartieri Chinatown e di Paolo Sarpi in particolare, la collocazione di VULCANICA, centrale, ma protetta, sembra avere tutte le caratteristiche per partecipare ai grandi mutamenti, godendo del privilegio raro della tranquillità.
La zona pedonalizzata che diventa asse di collegamento tra la vitale zona di Corso Como, Nuova Fondazione Feltrinelli (Porta Volta) e l’area già consolidata Sempione-Rai, offre nella nuova piazzetta creatasi all’incrocio tra via Alfredo Albertini, Canonica e Paolo Sarpi, un luogo ideale perché il fluido magmatico di VULCANICA si sviluppi e si diffonda gradatamente, ma indelebilmente.